Obiettivi di T-Chalk:
Avere tutto il dizionario e tutte le frasi di ogni materiale didattico su un solo database interattivo. Di ogni lingua.
Sul database si potrà costruire una lingua da zero. Stabilendo lettere, parole, creando categorie e regole, e assegnando parentele tra loro. Ovviamente, l'utente troverà questo lavoro già svolto, almeno fino a un certo punto, dai creatori del programma.Non sarà quindi possibile per nessuno inserire due volte lo stesso item, per esempio la parola 'braccio'. Si potrà usare quella esistente.
Non avremo quindi migliaia di attività che contengono una catena di lettere 'braccio', ma una sola parola che qualsiasi attività può usare - ma non duplicare.
Se poi io intendo "il braccio di un fiume", e quest'accezione non esistesse, potrò aggiungerla indicando le sue principali proprietà grammaticali, la definizione, affiancarla a quelle simili (muro/i/a), e altro.
La prossima volta che qualcuno scriverà "braccio", dovrà chiarire al programma se si tratta del braccio del corpo o di un fiume -esiste tecnologia capace di saperlo, ma l'insegnante deve poter interagire con il database.
In compenso per questo piccolo lavoro "extra" richiesto all'insegnante, potremo poi recuperare tutti gli esempi delle due accezioni della parola e usarle in un'attività didattica.
Lo studente avrà accesso a quest'informazione, e potrà risalire dal 'braccio' trovato su un testo qualsiasi ai suoi due significati, gli altri casi simili, e quant'altro gli insegnanti abbiano voluto annotare.
Questo vale per ogni tipo di contenuto: non potrò scrivere due volte la stessa frase senza giustificarlo indicando almeno una differenza significativa tra quella esistente e la mia (come una differenza tra i diversi modi di dire: Ma dai! Ne annoterò una descrizione, che sarà poi accessibile allo studente).
Il tutto in modo che il lavoro "extra" di inserimento o creazione di un materiale didattico attraverso la pagina abbia un effetto accumulativo, si colleghino le parole di ogni testo con il dizionario, diventino "lingua", non semplice "testo", e siano manipolabili in quanto tali: volgere al passato, fare il plurale, ottenere varianti di frasi o risposte semplici, avere il Cloze dei verbi o dei sostantivi, distribuire gli item in modo da creare dinamiche di gioco complesse nella lezione presenziale... tutto in base ad una sola matrice di base, ed evitando tutto il lavoro meccanico e di documentazione che scoraggia gli insegnanti a creare.
Unire le conoscenze informatiche già esistenti sulle lingue a quelle degli insegnanti, permettendogli di agire sul database.
Come? L'insegnante -e non lo studente- può agire inserendo item, criteri di classificazione, traduzioni, definizioni e quant'altro in modo interattivo ma ordinato da un meccanismo di autoregolazione simile a quello delle reti sociali.Questo meccanismo avviene tra insegnanti che poi devono servirsi di quanto aggiunto dai colleghi, quindi sono interessati a che tutto sia corretto, i criteri chiari, eccetera. E questo, si sa, può creare discussioni e disaccordi. Ma anche molto insegnamento per gli insegnanti stessi.
Gli insegnanti saranno anonimi gli uni agli altri. Non si tratta di stimolare l'interazione, ma di limitarla all'utile. E le discussioni rimarranno accessibili. Si metteranno "like" e "dislike" e oltre un certo numero di "dislike" l'item verrà cancellato.
Poter ottenere direttamente dal database, mediante i diversi strumenti messi a disposizione dal sito, i materiali didattici sia online che stampabili.
Questo in due modi:- trovando l'attività desiderata sul database, che permetterà una ricerca complessa, tipo "esercizi sull'uso dell'indicativo o il congiuntivo in chiave contrastiva per studenti universitari adulti ispanofoni di Madrid interessati all'ambito dell'economia", e
- aprire quella di un collega e crearne una nuova variante.) ("i materiali" significa tutto, anche le regole grammaticali stesse. La differenza è che ogni regola sarà collegata a tutti gli item di tutto il database -quindi al contenuto di qualsiasi esercizio o testo già inserito-. Lo studente potrà risalire da una parola o frase alle regole, e da lì agli esercizi, e impostarli come vuole, nei limiti predisposti dall'autore dell'esercizio.
Per gli insegnanti, questo significa che non dovranno praticamente mai "partire da zero" nel creare un'attività. Dedicheranno invece il tempo, eventualmente, a personalizzarla, arricchirla, commentare eventuali errori o problemi, a farne una nuova versione.
Molte attività nuove, che prevedono la distribuzione di dati disposti in un certo modo, comportano un lavoro manuale improponibile con i programmi tradizionali. Esistono, sì, centinaia di "tools", programmi che generano attività didattiche. Sono tutte tecnologie utilissime, ma che prevedono poca flessibilità per l'insegnante, che deve adattarsi a loro più che al contrario.
T-Chalk, riunendo tutte le fonti di informazione linguistica in un solo sito, permette di sviluppare qualsiasi strumento didattico. Se ne presentano già in GSheet di nuovi, che NON sono disponibili, che io sappia, su alcun costruttore online (tipo Hot Potatoes o LearningApps, per intenderci). Ma anche di tradizionali, come le Flashcards di Flippity. (Questo è un esempio di come T-Chalk potrebbe essere la "fonte" di potenzialmente qualsiasi strumento didattico, aggiungendovi però le possibilità che da T-Chalk, con i suoi collegamenti interni al database, fatti in parte automaticamente e in parte dagli insegnanti.)
Conoscere e saper sfruttare le attività esistenti diventerà tutta una scuola per gli insegnanti stessi, che potranno permettersi di creare varianti di attività in modi che non sapevano di avere a disposizione.
Per esempio, limitare un esercizio a certi item, escludendo altri, mediante filtri su criteri. Questo significa prendere l'esercizio sui pronomi CI e NE e ottenere tutte le versioni, sia cartacee che online, dello stesso esercizio, ma SOLO sul CI e non sul NE, mediante un solo click.
Ma le possibilità di personalizzazione dei materiali vanno molto più in là, e permettono all'insegnante di creare facilmente il materiale da portare a lezione o da mettere sul blog fatto esattamente nel modo in cui lo preferisce, con e senza gli item che considera convenienti... insomma, un lavoro che si addice ad un professionista dell'insegnamento, che migliora noi e i materiali che tutti noi usiamo.
Il panorama ora, volendo avere un'attività online, è quello di spulciare tra le centinaia di pagine di decine di strumenti per vedere se ce n'è qualcuna che ci va bene. Questo è improponibilmente lungo e tedioso, a meno di essere fatto in modo molto superficiale. Non so fino a che punto gli insegnanti sentano che i materiali di cui dispongono siano "proprio quelli giusti" per loro, i loro studenti, il loro contesto di insegnamento. Certo non vengono educati a farlo.
Dare un valore concreto ad ogni item inserito dagli insegnanti. per i colleghi e, soprattutto, per gli studenti. Enciclopedico ed economico.
Se prima si pubblicava un libro, ora si inserisce anche solo un item, una frase, una versione di un'attività. Che questo vada a scapito della qualità? Per quello ho parlato di rete sociale: gli altri insegnanti potranno discutere la validità del contenuto proposto da ogni insegnante, e non usarlo.Cosa si guadagna in questo modo? Il fatto che migliaia di nozioni capillari su ogni parola, ogni frase, ogni traduzione, ogni errore di studenti potranno venire condivise ed essere reperibili immediatamente dall'insegnante e dallo studente.
Le considerazioni contrastive, in particolar modo, che sono tradizionalmente escluse, per ovvie ragioni di mercato, dall'editoria tradizionale, potranno essere finalmente raccolte e condivise per ogni coppia di lingue, per ogni uso regionale, anche per i dialetti. E saranno visibili solo da chi interessato a quella particolare coppia di lingue, insegnata e nota, non da altri.
Io stesso ho imparato moltissimo solo stabilendo criteri in base al confronto di due lingue. Potrei pubblicare un libro? Sì (l'ho fatto due volte). Ma mi interessa di più rendere possibile condividere interattivamente le poche nozioni che potrei racimolare con quelle di tutti i miei colleghi, perché quello sì che sarebbe un'enciclopedia viva, in continuo arricchimento, che si adatta ai tempi ma senza dimenticare il passato, in cui nulla si perda mai, ma sia anche facilmente reperibile, dal dizionario (Macché! = ¡Qué va!) o dal concetto (espressioni esclamative non trasparenti spagnolo-italiano) e così via.
Se prima, pubblicando un libro, si percepivano diritti d'autore, ora si acquisice "titolarità" sui contenuti aggiunti, ogni volta che questi vengano utilizzati dai colleghi o dagli studenti si genereranno proventi. Ogni volta che scrivi una frase (nuova) la "pubblichi", e vita natural durante genererà introiti per te nella misura in cui i colleghi la usino, non la valutino negativamente, eccetera.
Questi introiti si calcolano in unità monetarie minuscole, dell'ordine del millesimo di euro o meno.
Usando T-Chalk, l'insegnante acquisisce un "debito" proporzionale ai contenuti richiesti. Più aggiunge, più può ottenere "credito" e quindi pagare meno. I risultati saranno estremamente complessi da ottenere, ma oggi esiste tecnologia informatica ben più impressionante (pensiamo al blockchain, l'AI...), e il sistema esiste già.
Su ogni transazione T-Chalk otterrà introiti, anche in questo caso, minuscoli individualmente.
A scadenza mensile, si addebiterà ad ogni utente.
Creare un corso completo di materiali cartacei e online, campus virtuale (LMS) dovrebbe costare all'insegnante grosso modo quello che gli costerebbe acquistare un solo libro. Perché diamo per scontato che la maggior parte dei materiali saranno quelli già presenti, di altri autori -anche case editrici "tradizionali", naturalmente- che quindi complessivamente riceveranno la maggior parte dei proventi, compresi i soldi che l'insegnante stesso ha pagato.
Ma allo stesso tempo, metterebbe i contenuti e gli esercizi a disposizione degli studenti, che pagherebbero più o meno la stessa cifra ma non per un libro cartaceo, ma per i materiali che ricevono a lezione forniti dall'insegnante, i contenuti scelti da lui nella classe online, gli esercizi...
Questo comporta un certo introito -seppur modesto- anche per l'insegnante che ha messo a disposizione i materiali di altri. E sarà molto difficile che non provi, almeno a un certo punto del percorso, a crearne qualcuno, o a modificare quelli esistenti per farne una nuova versione.
Ampliare gli orizzonti della professione: creare IL programma per insegnanti di lingua.
Così come gli architetti hanno l'AUTOCAD, i grafici il PhotoShop, i sociologi l'SPSS, vorrei che l'insegnante di lingue avesse T-Chalk. Che fosse "il nostro programma". Con il quale l'insegnante potrebbe perfettamente creare un corso completo, aggiungendo di volta in volta i materiali che considera migliori e più adatti, sapendo perfettamente, ogni volta che propone un testo o un esercizio, quali saranno le difficoltà, le "trappole contrastive" a cui andranno incontro, quali item preferire per gli esercizi di base e quelli di rinforzo, e così via. Tenere sotto controllo l'attività degli studenti (cosa che adesso fa già Moodle, per esempio), ed avere il sillabo concreto e completo di tutti i contenuti dei materiali proposti, in ogni dettaglio, anche parola per parola, volendo.Con T-Chalk, ogni insegnante diventa un DJ dei materiali didattici che vuole usare. Questo con indipendenza dal suo metodo, approccio, tecnica: praticamente tutti hanno bisogno di materiali, e sempre di più gli insegnanti sono tenuti a presentare materiali online. Anche solo la scelta del materiale ha un valore a sé.
L'insegnante, OLTRE alla sua abilità personale, alla sua didassi, dispone di uno strumento che mette tutta la "lingua didattica" a sua disposizione: la lingua che gli insegnanti di tutto il mondo usano per insegnare quello che lui insegna.
Uno strumento che, dagli stessi contenuti del sillabo, ottiene materiali che permettono agli studenti di lavorare tra loro, nella lezione, di fare giochi dal vivo, personalizzati con i contenuti che desidero io, o loro, in pochi click, e che poi possono fare da soli nella versione online. Uno strumento che mi permette, al contrario di tanti altri, di valorizzare la mia lezione presenziale anche con risorse di questo tipo. Attività che sarebbero troppo laboriose da essere svolte manualmente ogni volta. Attività a cui si possono cambiare i contenuti, mantenendone la struttura, in pochi click.
Uno strumento esclusivo, diverso da una banca dati per traduttori, una wikylingua o un WordReference. Immaginiamo un traduttore contestuale, tipo ReversoContext, ma in cui tutti i contenuti sono stati inseriti, o almeno controllati, da infinità di colleghi. E che l'hanno dovuto fare bene, perché li hanno usati a lezione, o li hanno online. Ma con il quale puoi fare tu stesso esercizi, anche per la lezione presenziale.
L'uso di questo strumento per creare i contenuti dei propri corsi gli permetterà di attingere (potenzialmente) da qualsiasi fonte, tra tutte quelle pubblicate sul sito. In pratica, poter dire: "ah, guarda, in questo ascolto c'è un 'ecco'. I miei studenti non l'hanno capito bene, vorrei trovare altri ascolti più o meno dello stesso livello che lo contengano... e ottenere immediatamente una ben nutrita lista presa da tutti i libri di testo esistenti, presenti e passati, con i commenti di chi li ha usati, le note contrastive...
Il saper gestire ed usare quest'informazione sarà una qualifica desiderabile per un insegnante professionista, così come lo è per un grafico saper usare il PhotoShop, o per un architetto saper usare programmi come l'AUTOCAD. Ne faranno un professionista più qualificato.
E più preparato. Perché ci sono molte cose sulla nostra stessa lingua che, come insegnanti, dobbiamo imparare. Al di là dei corsi di formazione su tecniche didattiche: dobbiamo poter sapere velocemente dove e perché i nostri allievi sbagliano, da dove vengono le loro confusioni, cosa gli sembrerà troppo facile o difficile, sapere come vengono spiegati certi errori dai nostri colleghi di tutto il mondo... usare il programma, capire i criteri creati dai colleghi è di per sè un insegnamento, indipendentemente che poi vogliamo usarlo a lezione o meno.
Un paradiso per gli studenti indipendenti (ma anche per gli insegnanti)
Oggi il mercato offre moltissime risorse per imparare una lingua indipendentemente. E offrono contenuti gratis. Questo è uno degli aspetti dell'informatica che tende a sostituirci (l'altro sono i traduttori automatici).Lo studente che decidesse di studiare con T-Chalk come indipendente potrebbe seguire un percorso personalizzato, che decide lui di volta in volta, a seconda delle sue inclinazioni, interessi e conoscenze pregresse. Indicherá diversi parametri del suo profilo linguistico, come la lingua o lingue note, cultura di base, nozioni pregresse, interessi, attività preferite (vuoi Ascoltare? Leggere? Scrivere? Vedere un video? Una canzone?... Fare esercizi?), e trovarsi con testi interattivi, che gli permettono di "vedere" nel testo le parole che probabilmente non capisce, i modismi, i fenomeni grammaticali, i diversi significati, altri esempi di ogni cosa... e navigare come gli pare, esplorando a piacere, ottenendo sempre i commenti che sono stati inseriti (e controllati mille volte) da altri insegnanti di ogni dove. Ai loro eserczi. Ai loro corsi... e ai loro commenti personalizzati.
Tutti gli accessi di navigazione dello studente gli "costano" qualche millesimo di euro, alla fine di una sessione intensa di un'ora potrà aver speso dai 3 ai 5 euro.
Intanto, avrà potuto godere delle attività interattive classiche, preimpostate da qualche insegnante, sul materiale scelto. Fare i suoi esercizi, ottenere feedback e punteggio, e inoltre scoprire, da un errore, la regola, la spiegazione di uno o più di un insegnante, e quant'altro.
Inoltre, avrà potuto scrivere (o registrare) delle composiioni, e il programma gli avrà dato (per un modico prezzo) il feedback sugli errori che è in grado di dargli, cioè gli errori già registrati e commentati da insegnanti. Che possono, però, non essere del tutto chiari, o non completi.
Attraverso T-Chalk lo studente potrà "chiedere all'autore", e quindi lanciare una domanda che l'autore (o chi da lui delegato) può rispondere di proprio pugno. Di chiarimento su qualche spiegazione, di revisione manuale di una produzione orale o scritta da parte dell'insegnante. Se l'insegnante accetta di farlo, si stabilirà un prezzo da pagare per lo studente, e l'insegnante realizzerà la correzione manuale.
Questo frequentemente lo porta a scoprire nuovi errori non ancora contenuti in T-Chalk, e quindi ad aggiungerli, collegandoli all'esempio, e potendo poi ritrovarli nei testi di tutta la banca dati...
Quindi, lo studente che oggi paga una lezione online di dubbio risultato, a un'ora fissa a cui si sente spesso scomodamente legato, passa a un sistema per cui chiede un feedback su un suo scritto, su una regola o esercizio, puntualmente, solo quando quello automatico non lo soddisfa, pagando molto meno per qualcosa che gli interessa sul serio e non può fare da solo. In questo modo stimola il docente a lavorare "da casa" ed ottenere lo stesso un introito economico da questa attività.
Questo sistema può essere applicato anche ai corsi presenziali: le redazioni degli studenti verranno corrette in modo automatico in base agli errori "noti" al programma, a quelli introdotti e commentati dagli insegnanti in precedenza, se vengono riconosciuti, e, infine, la revisione manuale dell'insegnante, che controlla e completa, ogni volta, la capacità del database di riconoscere gli errori.
L'insegnante che lavora a casa, correggendo redazioni, e che oggi come oggi non vede alcuna retribuzione aggiunta rispetto all'impegno che ha nel preparare le lezioni, si troverebbe ad essere pagato -seppur poco- per ogni minuto passato a correggere redazioni, e nel farlo, ha generato probabilmente qualche commento o criterio nuovo di cui sarà per sempre autore.
Quindi dimentichiamoci dei percorsi preimpostati incapaci di essere personalizzati (forse esiste la volontà, ma senz'altro non sembra che puntino su questo), e passiamo ad un modello di interazione flessibile tra insegnante e studente. Ne abbiamo da anni la capacità. Perché non sfruttarla?